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10 ANNI DOPO, ECCO LA PEOPLERISE WAY

Ho iniziato a lavorare in Peoplerise nel febbraio 2010, esattamente un anno dopo il suo avvio. Venivo dalla stessa azienda che avevano lasciato Marzia Visentin e Antonio Di Stefano ed era stato Giuseppe “Pino” Pasciuti, un amico e collega in comune, ad introdurmi in questo nuovo ambiente.

 

Avevo 25 anni, ero entrato nel mondo del lavoro solo da un paio d’anni e avevo notato che le mie attitudini non erano confacenti con un approccio organizzativo classico. Nei luoghi troppo gerarchici non riuscivo ad essere performante e il lavoro ripetitivo non si adattava alle mie caratteristiche personali. Sentivo una chiamata che portavo con me già dai tempi del liceo e che poi si era confermata durante gli studi universitari in economia. Ero alla ricerca infatti di un senso più profondo e trovavo già a suo tempo il mondo del lavoro frammentato, poco coerente e vittima di approcci non in linea con i tempi. In particolare ero attratto dal tema delle persone e mi incuriosiva la possibilità di vedere le persone non come dipendenti o come clienti ma come esseri umani. È stato questo il mio impulso iniziale avvicinandomi a Peoplerise, avevo la percezione che potesse essere un ambiente fertile per me.

peoplerise way

All’inizio della sua avventura Peoplerise era una realtà alla ricerca di un proprio senso e trasformare intuizioni in un’attività strutturata non è stato un processo lineare. Ha richiesto molto studio e una grande attività di ricerca e sviluppo, tanto interiore, quanto esteriore, che nel corso degli anni è diventata necessaria, prioritaria ed una vera costante. Infatti, se penso ad ognuno di noi 10 anni fa, vedo persone che sono maturate in modo profondo e autentico. Nel corso del tempo abbiamo creato un approccio tutto nostro, che è il risultato del contributo di tutti, anche delle persone che sono rimaste con noi solo per un po’, unito alla profonda curiosità, alla continua voglia di sperimentare e di ibridare esperienze e teorie provenienti da tutto il mondo.

 

Quelle che derivano ad esempio dal nostro mentore Adriaan Bekman, che ci ha avvicinato da un punto di vista metodologico ad una visione della consulenza molto evoluta e ad uno stream dello sviluppo organizzativo profondo, che a sua volta deriva dal lavoro di Bernard Lievegoed, uno dei pionieri della trasformazione organizzativa, che ha dato un contributo fondamentale nella formazione di generazioni di consulenti e manager. E poi quella che è rappresentata dalla Teoria U di Otto Scharmer e dalla profonda connessione che abbiamo sviluppato con il MIT di Boston. Per andare poi verso il movimento delle auto-organizzazioni, ben espresso dal modello Teal, strutture orizzontali che oggi costituiscono un tema molto più diffuso rispetto a tre anni fa, quando le abbiamo portate in Italia attraverso il libro “Reinventare le Organizzazioni” di Frederic Laloux, di cui a suo tempo non parlava ancora nessuno.

Anche la nostra relazione ed interesse per l’educazione, che si è concretizzato nella collaborazione con Knowmads, la creative business school di Amsterdam per futuri changemakers, ci ha dato incredibili stimoli e contaminazioni. E un’altra partnership che ha generato conoscenza è stata quella iniziata proprio nel 2010 con Culture Amp, allora azienda praticamente sconosciuta che oggi, dopo aver sviluppato un software incredibile per la misurazione dell’engagement e della employee experience, è punto di riferimento mondiale nel suo settore.

 

Ecco, tutti questi anni di grandissima ricerca e sperimentazione ci hanno portato oggi a poter parlare di un modo tutto nostro di essere community e di fare consulenza. Peoplerisers in Peoplerise. I clienti ci riconoscono in questo modo di essere e di fare, ci uniamo insieme a loro al proposito di creare un mondo migliore per noi stessi e per le future generazioni, potenziando le community lavorative.

 

Ci siamo così resi conto negli ultimi anni che il modo in cui siamo internamente organizzati, il modo in cui siamo community, il modo in cui lavoriamo con il nostro cliente, non è più soltanto somma dei nostri approfondimenti. È proprio un nostro approccio, unico e prezioso. Una Peoplerise Way, insieme filosofia, metodo e strumentazione, che ci permette di fare dei progetti di qualità, stando sulle spalle dei giganti ma dando il nostro contributo. Per noi è veramente fantastico e ci stiamo dando l’obiettivo di rendere la Peoplerise Way qualcosa di fruibile per tutti gli stakeholder intorno a noi.

 

 

 

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  • Antonio Di Stefano > link
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