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Andare in profondità nella ricerca della domanda di leadership – parte 2

I nostri dialoghi generativi, dal proposito alla pratica, attraversando la realtà

Nella puntata precedente ho iniziato a raccontarvi cos’è per Peoplerise la domanda di leadership e come questa prende forma, tramite i sintomi che osserviamo all’interno delle organizzazioni e poi raccontiamo in sede di consulenza.

Obiettivo del nostro dialogo è promuovere l’approfondimento e l’apertura al nuovo, affinché i sintomi cambino forma e sprigionino la loro potenzialità trasformativa.

 

Dai sintomi al “come posso?”


“Mi lamentavo della mancanza di collaborazione tra i team tecnici e i nostri clienti. Credevo che una certa competizione tra funzioni mi consentisse una gestione più semplice dei miei uomini senza dovermi esporre più di tanto in prima persona, ma è stato questo a determinare una crescita tecnica senza una parallela crescita della collaborazione. 

Come posso attivare una collaborazione autentica partendo da me e dai miei diretti collaboratori, supportando i nostri team affinché affrontino strategicamente e collaborativamente progetti complessi tra loro e con i nostri clienti?

“Ho iniziato a lavorare molto molto giovane, dovevo aiutare mio padre e mia madre! Alle quattro e mezza del mattino andavo in stalla a mungere le mucche, poi prendevo la corriera e andavo a scuola. Non ho mai ricevuto un abbraccio da mio padre, per loro io non facevo di più, facevo ciò che era giusto e basta! Oggi, dopo 40 anni, mi sento ancora il mungitore di un tempo, nonostante sia a capo di un’azienda e se non ci sono su tutto, con tutto me stesso, non mi sento apposto. 
Come posso sentirmi OK supportando a distanza le mie persone, solo nelle operazioni nelle quali veramente sono utile e delegando loro con fiducia parti importanti dell’azienda?”

“Siamo come funamboli tra grattacieli e con la testa nelle nuvole, questo ci porta ad avere una visione sommaria di ciò che ci aspetta e ci sentiamo per questo sempre soli ed instabili. 
Come possiamo divenire una jazz band dove la libertà funambolica resta ma è sicura e supportata da una profonda collaborazione e da una informazione che dirada le nuvole?

“Abbiamo costruito un’organizzazione ad ingranaggi, non sapevamo che anche gli ingranaggi possono non collaborare divenendo vischiosi e rallentando il movimento. 
Come possiamo uscire da questo vincolo meccanicistico ed abbracciare una modalità più organica dove proposito, modello di business, capacità e funzionamento operativo producano un cliente addirittura stupito e grato dei nostri sforzi?”

 

Sono i “come posso” che rappresentano uno stimolo a cercare la trasformazione. Gli diamo voce insieme, emergono nel dialogo generativo tra cliente e consulente. E per questo ci accomunano profondamente, sono il nostro vero punto di connessione. 
Molto diverso da “quanto costa e in quanto tempo fornite ai miei team tecnici le competenze essenziali adeguate a sviluppare capacità di collaborazione?”.
Nel “come posso” c’è la ricerca interiore del passo successivo, c’è il movimento necessario a far accadere il nuovo.

Photo by Jules Bss on Unsplash

 Ma come è possibile per i leader indirizzare queste trasformazioni che chiedono di emergere? Qui in Peoplerise su questa domanda trasformativa ci lavoriamo ogni giorno. Qualche approfondimento lo troverete su “Andare in profondità domanda di leadership – parte 3”

A presto!

ANTONIO DI STEFANO

 

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