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Qualche suggerimento per le task force sul rientro in ufficio

Cosa fare per non sprecare la crisi?

L’inizio agosto per molti è stato il momento del rientro in ufficio, dell’inaugurazione del new normal o del ritorno alla normalità. Dialogando con i clienti però un tema caldo emerge con sempre più forza e frequenza. Penso alla bassa disponibilità che le persone hanno di tornare a fare quello che facevano prima della pandemia.

 

Un momento di bilancio per leader e collaboratori

 

Alcune figure manageriali raccontano che la produttività è rimasta tale e quale. Altri clienti dicono che potrebbero ridurre molto i costi, sia di community che di real estate, ripensando agli spazi di lavoro. Altri ancora dicono che l’ufficio sarà tenuto solo per attività creative e alcuni incontri relazionali.

Molti lavoratori hanno avuto il tempo di riflettere sul proprio lavoro e il contributo che dà al proprio ecosistema. Per molti i lavoro hanno perso senso, vorrebbero fare cose diverse, incominciano a vedere con maggior criticità le incoerenze dei modelli di business portati avanti dai datori di lavoro

 

Wise working: una prospettiva integrale

 

Sappiamo che esistono dei team (molto spesso guidati dalle funzioni HR) incaricati di agevolare il rientro dopo l’estate che stanno guardando questo tema caldissimo con uno sguardo tecnico, pensando principalmente a come rispettare le norme di sicurezza imposte dal governo.

Se, da un lato, questi sono chiaramente parametri imprescindibili da considerare, dall’altra, soffermarsi unicamente sul tema sicurezza rischia di trascurare aspetti importantissimi per la motivazione e la retention. L’invito è quello di fare attenzione al fatto che, in questi casi, i rischi di demotivazione e abbandono sono elevati. I lavoratori di ieri non sono i lavoratori di oggi e, come disse a suo tempo Churchill, le crisi non debbono essere sprecate

Per questo Peoplerise sta dialogando con i suoi clienti e partner strategici e sta mettendo in piedi programmi di rientro Wise Working, che guardano al tema secondo una prospettiva a 360 gradi, che prende in considerazione tutti gli elementi in modo sistemico.

 

Cosa ci suggerisce il Wise Working

 

Questi alcuni spunti rispetto alle azioni fondamentali per promuovere un approccio wise al lavoro e alle organizzazioni:

  1. Dare ai collaboratori la possibilità di dialogare insieme ai colleghi di tutto quello che è successo durante il lockdown
  2. Dare all’azienda la possibilità di fare una retrospettiva su come è stato gestito il momento di lavoro a distanza in termini di trasparenza, sicurezza, comunicazione, vicinanza.
  3. Rimettere al centro il senso di quello che l’azienda fa, la generazione del valore, la sostenibilità del proprio business e come esso contribuisce allo sviluppo sociale e alla rigenerazione ambientale.
  4. Permettere ai team di lavoro di trovare modalità sagge per portare avanti il proprio lavoro in modalità blended (online e offline).
  5. Permettere agli individui di conciliare la vita privata con quella lavorativa anche tenendo conto dei punti di vista e delle prospettive dei familiari

 

 

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