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Co-creiamo il futuro del lavoro

parte 1

Oggi più che mai il percorso dall’università, agli stage, all’azienda, è terreno di importanti sfide per la nostra abilità collettiva di innovare e di evolvere e, di conseguenza, per il futuro dell’Italia. Crediamo che sia in queste tappe che si giochi la creazione di valore professionale e umano e che sia lungo questo percorso che la nostra cultura venga alimentata dal sapere pregresso e al tempo stesso riformata grazie agli stimoli, alla ricerca e all’innovazione sul campo.

Peoplerise, partner di Venezie Post, ha deciso di intraprendere un percorso che ha coinvolto diverse tipologie di stakeholder ed è iniziato lo scorso 21 marzo a Festival Città Impresa a Vicenza per proseguire poi durante la tre giorni del Galileo Festival di Padova, con l’intento di creare delle linee guida per le Università, gli Stage e le Aziende.

Abbiamo formato 3 gruppi con il fine di affrontare una sfida proposta dagli Sponsor di Università-Ponte(stage)-Azienda ed abbiamo dato loro la possibilità di interagire con imprenditori, studenti, docenti, manager e altri rilevanti attori al fine di elaborare linee guida che integrassero voci e punti di vista diversi.
Durante il percorso i team sono stati affiancati da un coach Peoplerise con il fine di facilitare il processo e da un co-host che promuove l’iniziativa a nome dei più giovani.

Lasciamo ora spazio ai giovani per raccontarci come hanno vissuto quest’esperienza, iniziando dall’AREA UNIVERSITA’.

 

“Il Galileo Festival, svoltosi a Padova, è stato per noi una positiva sorpresa.

Abbiamo partecipato al Workshop “Co-Creiamo il futuro del lavoro” area Università, guidato da Peoplerise, con curiosità all’inizio e poi con passione, sia durante che, una volta finito l’evento, anche nei giorni successivi.

La nostra sfida, lanciata dallo sponsor, Monica Fedeli, professoressa presso l’Università di Padova, consisteva nel realizzare una proposta per “un’università a misura dello studente“.

Per prima cosa siamo rimasti colpiti e affascinati dal modus operandi, in quanto noi ragazzi non abbiamo molte possibilità di far sentire la nostra voce e sperimentarci per trovare soluzioni accettabili che possano migliorare le condizioni per un percorso di studio stimolante.

La caratteristica più bella di questo workshop è stata la possibilità per noi studenti, spesso “isolati” nel nostro mondo universitario composto prevalentemente da libri e lezioni frontali, di collaborare a stretto contatto con validissimi esponenti sia del mondo accademico che di quello aziendale.

Abbiamo avuto l’occasione non semplicemente di condividere le nostre idee, ma di scambiare e ricevere pareri ed opinioni dai diversi attori coinvolti in questo evento, ottenendo quindi feedback immediati e continui sul nostro operato e fornendoci ulteriori spunti di riflessione.

Sono stati sicuramente tre giorni vissuti da protagonisti di qualcosa che, purtroppo, viviamo quotidianamente un po’ troppo come spettatori.

Inoltre, ciò che ha più colpito tutti noi del gruppo Università è stata la fiducia e la libertà che ci è stata concessa nell’organizzare ma anche nello svolgere il progetto: sono state valorizzate le nostre idee, aumentando il nostro entusiasmo generale. L’atmosfera era di continuo incoraggiamento e questo infondeva una sorta di responsabilità nel dare il massimo in quello a cui si stava lavorando.

Quindi la stima altrui è diventata autostima e l’autoimprenditorialità, che faceva da filo conduttore, è stata sperimentata ad un livello elevatissimo.

Infine ci ha positivamente stupiti la disponibilità dei relatori a farsi intervistare e la profondità delle risposte che ci venivano date. Questo sicuramente ha dato una qualità diversa al lavoro finale.

Aver la possibilità d’intervistare i relatori del festival è stato per noi un segno di responsabilizzazione nei nostri confronti e pensiamo sia stato sdoganato il preconcetto secondo cui “sono giovane nessuno mi ascolta”.

Riteniamo il nostro lavoro finale di qualità anche per l’affinità delle persone all’interno del team: non c’è stata prevaricazione e nemmeno divergenze che non venissero trasformate in un’idea migliore e ricca di contributi diversi. Perfino gli spunti più semplici, e a prima vista banali, venivano inglobati nelle soluzioni proposte che andavano formandosi e veder crescere questo ente autonomo ideale sapendo di essere parte del gruppo che in qualche modo si può definire “artefice” è stato estremamente entusiasmante.

Il nostro lavoro è stato quindi soddisfacente e anche il vederlo apprezzato, lo scorgerne una possibile continuità, ha contribuito ai nostri feedback positivi e al nostro desiderio di continuare a fare passi in avanti per rendere praticabile le iniziative proposte nel nostro elaborato finale.

I principali spunti e idee, risultato del nostro lavoro, sono state il social campus online e la piattaforma WeStart. Quest’ultima prevede la possibilità di creare uno spazio per studenti universitari, sull’orma dell’olandese iJam, citata e descritta alla conferenza del sabato mattina inerente alle organizzazioni orientate al futuro. All’interno della nostra piattaforma i ragazzi possono presentare le proprie proposte o i miglioramenti per creare un’università più a misura dello studente. Quest’iniziativa, che dovrebbe esser realizzata sul web, consentirebbe poi, alle iniziative più votate, di veder realizzato il progetto proposto che raccoglie il maggior numero di adesioni.

We Start from here, and you?”

Gianluca Panno | Claudia Lazzaro | Gabriele Peirano

galileo festival

 

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