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CO-CREIAMO IL FUTURO DEL LAVORO

parte 3

Ultimo post relativo al workshop “Co-creiamo il futuro del lavoro” tenutosi al Galileo Festival di Padova.

Nei primi due post vi abbiamo raccontato l’esperienza del team UNIVERSITA’ (link) e PONTE (link); oggi vogliamo invece raccontarvi l’esperienza dei ragazzi dell’AREA AZIENDA.

“Se dovessimo riassumere in due aggettivi l’esperienza vissuta al Galileo Festival 2015 diremmo che è stata SFIDANTE e STIMOLANTE

 

Non era semplice per noi, che viviamo ancora l’ambiente universitario, confrontarci e fornire proposte concrete al mondo dell’impresa, ma credo che il risultato ci abbia ripagato dello sforzo.

Abbiamo accettato con entusiasmo di partecipare al workshop, in quanto avevamo avuto modo di conoscere Peoplerise già in altre occasioni, come il workshop Città Impresa 2015 quale primo step del progetto, e la loro passione ci aveva contagiato.

Abbiamo apprezzato la voglia di mettersi in discussione di Mariapaola La Caria, imprenditrice, che ha lanciato la nostra SFIDA “Essere imprenditore di sé stesso, e far sviluppare l’auto-imprenditorialità in azienda. Come fare?”. Ci siamo trovati a dover affrontare la sfida in prima persona, per poter arrivare a proporre delle SOLUZIONI.

La presenza al nostro fianco e i preziosi consigli dei nostri coach Antonio Di Stefano e Alessandra Scala, ci hanno aiutato in questo percorso ad ostacoli. In un primo momento ci siamo trovati ad affrontare risposte comuni e di poca utilità per il nostro lavoro, e dal confronto reciproco è sorta la necessità di cambiare il modo di porre le domande ai relatori, chiedendo loro situazioni reali in cui si sono trovati e come si sono comportati in merito, ma anche quali fossero le difficoltà con le quali si sono dovuti scontrare. Sdoganando i normali approcci di intervista e le domande, abbiamo notato come cambiassero anche le risposte e quanto esse diventassero più personali e sentite, oltreché più utili per noi.

Un secondo ostacolo, nell’ultima parte del progetto è stata la difficoltà di tradurre le idee in SOLUZIONI CONCRETE. Non sono mancati momenti di tensione, ma, grazie alla pazienza, alla collaborazione e al confronto tra tutti, siamo riusciti ad elaborare delle idee che il mondo dell’impresa ha apprezzato durante la presentazione.

Il confronto reciproco all’interno del gruppo, eterogeneo per formazione e vissuto, è stato di utile stimolo e bagaglio per ogni cambiamento fosse necessario, ma anche perché di fronte ad un muro oltre il quale non si riusciva ad andare, si è riusciti a trovare un’alternativa per andare oltre.

Ci ha molto colpito, e sorpreso piacevolmente, la considerazione che ci è stata data dai relatori, nonché la qualità delle risposte; questo è molto raro in ambito universitario e nella quotidianità: essere a proprio AGIO e il non essere trattati da ragazzetti! Si è passati da semplici spettatori ad ATTORI, attori di un progetto di cambiamento che chiediamo per il nostro futuro!

Questi sono stati solo i primi due step di un percorso per il quale vale la pena continuare, investire e confrontarsi, o per meglio dire CREARE. Il lavoro svolto finora non deve essere abbandonato, ma anzi va coltivato e implementato: c’è ancora molto da fare! Collaborare in questo progetto ha ampliato le nostre vedute, ma ci ha anche stimolato curiosità e voglia di conoscere. Una frase celebre di Steve Jobs al termine di uno speech alla Stanford University è “Stay hungry, stay foolish!”, siate affamati, siate folli! Affamati di sapere, di conoscenza, di scoprire quanto ignoto; e siate folli perché nel modo consueto si cade nel comune, ci si arrende al primo ostacolo con la solita frase “in Italia è così, non possiamo farci nulla”, mentre chi ha il coraggio di guardare da e con un altro punto di vista e/o con altri occhi è così folle da essere e creare il cambiamento che vuole vedere nel mondo.

Un successivo step potrebbe essere un affiancamento/collaborazione con una realtà aziendale per poter mettere in atto le soluzioni proposte.

Consigliamo a tutti di partecipare alle prossime edizioni del workshop essenzialmente per due motivi: prima di tutto perché è utile e costruttivo confrontarsi con altri studenti con background diversi e costruire una soluzione ad un problema attraverso la contaminazione reciproca delle idee; la seconda ragione è perché non capita ogni giorno in ambito universitario di confrontarsi con imprenditori e manager, di poterli intervistare da vicino e senza filtri, in modo da cogliere anche preziosi consigli per la propria carriera futura

Tra le soluzioni emerse, alcune che riteniamo essere di maggior rilievo sono: la CREAZIONE di SPAZI da parte delle aziende, sia come luoghi che come occasioni, nei quali i componenti l’azienda possano dar forma ai propri sogni/progetti; e l’ORGOGLIO del RISCHIO coadiuvato dalla partecipazione attiva nel raggiungimento degli obiettivi, accesso e chiarezza a tutte le informazioni, comprese quelle di tipo economico dell’azienda, e non per ultima la remunerazione legata alle performance.

We want to make our dream come true , and you?”

Domenico Di Toro & Giacomo Legnaro

galileo festival

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