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SELF MANAGEMENT: IL CAMBIAMENTO È POSSIBILE

ecco le pratiche necessarie per dare applicazione evolutiva

Alessandro Rossi ed io ci siamo imbattuti in “Self Management” un po’ per caso. Eravamo alla ricerca di un libro che definisse in termini pratici e di cornici il paradigma Teal, a cui Peoplerise fa riferimento nei progetti di gestione del cambiamento. Praticamente sulla porta, poco prima di andarcene, al termine di una delle tante visite fatte in Buurtzorg, la società olandese in cui non ci sono capi ma solo team che si autogestiscono, il fondatore Jos de Blok ci ha regalato questo libro descrivendolo come uno dei loro testi di on-boarding, usato internamente per le persone che entrano in azienda. Una volta saliti in aereo ci siamo messi a leggerlo e lo abbiamo divorato. Non smettevamo più di sottolineare e di discuterne.

È un libro per chi l’azienda la vive, per coloro che fanno organizzazione, sia per capi che collaboratori. Ha un linguaggio di una semplicità incredibile, fornendo degli esempi molto chiari. Dà molti stimoli per adottare le pratiche Teal suggerite, ma non bisogna pensare “questa è la Bibbia”, il libro non ha questa presunzione. Viene voglia di adattare gli stimoli descritti, che si succedono pagina dopo pagina, a idee a cui si sta pensando o che si stanno già mettendo in pratica in azienda, magari rendendole più semplici. In altri casi mentre lo si legge viene da dire: “Cavoli non ci avevo pensato, se adottassi questa pratica potrebbe semplificarmi la vita”.

 

NON SOLO AUTO-ORGANIZZAZIONE MA ANCHE PROPOSITO E PIENEZZA

Il testo riporta anche tutta una serie di avvertimenti che fanno capire come l’approccio non sia puramente organizzativo. è essenziale però considerare anche gli altri due ingredienti fondamentali che sono il proposito/purpose e la pienezza/wholeness, per la trasformazione verso un paradigma organizzativo più ecosistemico, basato su rapporti autentici, un senso di comunità radicato e uno scopo significativo. Come a dire “cara azienda, il paradigma si cambia nel profondo, non si cambia adottando solo delle pratiche”. E qui c’è un bilanciamento veramente interessante, tra il non voler banalizzare i fondamenti dell’approccio e contemporaneamente il fornire spunti semplici per le persone che stanno facendo azienda.

Infatti nella prefazione Jos de Blok, il fondatore di Buurtzorg, scrive: “Gli autori mettono bene in chiaro che il self management non è uno slogan e che va molto al di là dell’eliminazione dei vari livelli di management. Auto-organizzazione e self management richiedono una prospettiva diversa sulle persone e su come possono collaborare, di giorno in giorno, per organizzare autonomamente tutte le attività che comporta il loro lavoro quotidiano. Controlli eccessivi, protocolli e regole non si conciliano con la fiducia in persone che vogliono fare il loro lavoro nel miglior modo possibile. Questo libro mette in luce le esigenze pratiche che stanno dietro la costruzione di un’organizzazione realmente con l’uomo al centro. Ben e Astrid condividono con i lettori le loro vaste conoscenze e la loro lunga esperienza in tema di self management in modo accessibile, promuovendo l’attuazione pratica di quella che è la finalità dell’auto-organizzazione: un servizio migliore e un lavoro più ricco di significato.”

 

UN LIBRO CHE SISTEMATIZZA UN’ESPERIENZA E CREA PRATICHE PER TUTTI I SETTORI

Un aspetto veramente interessante di “Self management” è che non è soltanto un racconto che testimonia cose accadute, ma presenta anche pensieri da sperimentare. Fa scoprire che il cambiamento è possibile, che non è solo filosofia, perché viene scritto sulla base dell’esperienza e racconta quello che hanno fatto due consulenti organizzativi nell’aiutare un leader ispirato, nel far accadere nella sua azienda in modo semplice questa ispirazione.

 

PER CHI VUOLE FARE IL PASSO VERSO IL CAMBIAMENTO

Questo libro dunque si rivolge a tutti coloro che hanno intuito che le organizzazioni possono cambiare e possono lavorare in modo più orizzontale, guardando il cliente e le sue esigenze.

 

Quello che mi immagino è che ci si ispiri con “Reinventare le organizzazioni” di Laloux e poi “Self management” permetta di dare applicazione evolutiva alla sua gente. Questo è un libro che può essere tranquillamente regalato ai collaboratori. Tutti, una volta che c’è un bravo ispiratore che ci muove, inciampiamo nel fatto che l’ispirazione ci fa vibrare, ma poi all’atto pratico, nel fare il passo, siamo molto impacciati perché ci mancano le basi. Ecco questo è un libro che, se c’è un bravo ispiratore dietro, le basi te le dà.

RISOLVERE I PROBLEMI GUARDANDO AL FUTURO

Self management introduce anche una proposta concreta importante per quanto concerne la soluzione dei problemi. Si chiama Solution Driven Method e significa essenzialmente questo: l’uomo tende a guardare indietro e ad accanirsi su quello che nel passato non ha funzionato per trovare nuove soluzioni. Questo, in un processo in cui non c’è un capo che dirige, ma c’è un team che si muove, può generare conflitti e insoddisfazione. Il Solution Driven Method induce a mettere a fuoco il problema e la sua soluzione. Anziché focalizzarsi sul passato e affrontare la realtà, ci porta a osservare la realtà e affrontare il futuro.

Sposta il tempo di un click. Possiamo immaginare che ci sia un piccolo tassello che si muove su un calendario. Lavorare sui problemi e le difficoltà significa portare il tassello da oggi al passato, lavorare adottando il Solution Driven Method significa invece guardare dall’oggi a ciò che verrà. Come dire lavoro oggi per il futuro, anziché guardare solamente a ciò che è stato.

Infatti se considero un problema e mi guardo indietro, immaginando come risolverlo, sarò sempre dentro a ciò che non ha funzionato. Questo genera quindi una serie di frustrazioni. Poi attraverso loop continui magari arrivo a delle soluzioni, che però sono sempre limitate e non all’altezza. Se invece cambio la prospettiva, guardo al presente e a quello di cui ho bisogno, cioè il problema che devo risolvere, usando il passato solo come riferimento iniziale, si trasforma il modo in cui mi approccio alla soluzione dei problemi.

 

INNOVATIVO PER LA SUA PRATICITÀ

“Self management” è una guida grazie alla quale si può arrivare a creare un’azienda in cui i capi, per come li conosciamo, non ci sono e il cliente è il vero driver. Questo è l’aspetto innovativo di questo libro. Racconta una filosofia declinata in un’azienda e la rende ispirante per tante.

Antonio Di Stefano


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