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LO ZEN E L’ARTE DI FARE ORGANIZZAZIONE

Mondora viene portata come esempionell’edizione italiana del libro “Reinventare le organizzazioni”, oggi in presentazione a Rinascimenti sociali a Torino. Ha tutte le caratteristiche di quella che, in termini tecnici, viene definita un’organizzazione Teal: assenza di gerarchia interna, divisione del lavoro per team, processi decisionali partecipati e auto-organizzazione delle singole persone. “Significa – spiega Francesco Mondora, fondatore e co-ceo dell’omonima impresa di software – che è un’azienda di adulti che lavorano come adulti, che prendono decisioni in autonomia da più punti di vista: esecutivo, finanziario, operativo. Il percorso è iniziato quando ci siamo resi conto che l’azienda non è solo un meccanismo che produce risultati ma anche qualcosa che vive in sé. Quindi abbiamo pensato che prima di tutto dovevamo coltivare la crescita interna. Ci siamo concentrati sulle persone, partendo dal presupposto che si devono poter organizzare come vogliono. E le cose sono venute naturalmente, attraverso un’autovalutazione e un autoesame di quello che siamo e del mondo in cui avremmo desiderato vivere. Abbiamo costruito quello che noi volevamo diventasse la nostra azienda.”

organizzazione teal mondora

Imparare il cambiamento organizzativo

“A un certo punto ho cominciato ad essere fiero di essere considerato un marziano – prosegue Francesco – Mi sono reso conto che io ero così e non facevo parte di un flusso di pensiero. È chiaro però che a volte può diventare frustrante. Per questo serve coraggio e forza di volontà. Per lavorare secondo l’auto-organizzazione bisogna essere disposti a fare prima di tutto un processo di unlearning, per disimparare quello che negli anni ti è stato inculcato nella testa. Le persone infatti vengono da percorsi differenti, magari hanno un’idea tradizionale del processo di crescita di una carriera e possono pensare che ci devono essere binari ben tracciati sui quali bisognerebbe correre. Invece questo modo di fare impresa ti obbliga a liberarti dagli stereotipi e ti induce ad imparare cambiando ogni giorno.”

teal

Favorire la crescita delle persone nell’organizzazione

A sentirlo parlare Francesco Mondora sembra più un monaco buddista che un imprenditore. Se lo stimoli a raccontare di difficoltà e momenti di crisi, oltre alla risposta operativa concreta, riesce a fornire una chiave di lettura più profonda. “Quando una persona entra nell’organizzazione – spiega – cerchiamo di capire assieme, in maniera molto trasparente, qual è il suo temperamento, le sue aspettative e i suoi talenti. E quindi lavoriamo per favorire il suo sviluppo e la sua crescita. Non abbiamo la cultura della paura. Se sbagli stai semplicemente evidenziando una falla del nostro ecosistema. Quindi permetti all’organizzazione di crescere. Per questo le persone ruotano spesso all’interno dei team. Più i singoli hanno una visione generale e riescono a riconoscere la complessità tecnologica e organizzativa e meglio è per tutti.”

 

Un mondo diverso esiste già

“È un cammino lungo che è ancora in corso – conclude Francesco – È come una maratona. Ogni chilometro senti come stanno i piedi, le gambe, le ginocchia e la testa. E questo processo di ascolto interiore, mentre si corre, bisogna continuare a farlo costantemente. Ma ognuno di noi ha la fortuna di avere dentro di sé la propria ricetta. I libri e le altre persone devono essere ispirativi, per quando si perde un po’ di lume o si è giù di morale, perché le cose non vanno come si pensava. Ma alla fine bisogna muoversi e agire come solo noi sappiamo e sentiamo di dover fare. Del resto basta rendersi conto che là fuori un mondo diverso c’è già. Non è necessario ipotizzarlo. Ci sono già delle aziende resilienti che lavorano per il bene, per costruire un impatto positivo tanto al proprio interno quanto all’esterno.”

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