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Dallo smart working non si torna più indietro

Ricordo il giorno in cui un collega l’ha detto per la prima volta. “Dallo smart working non si torna più indietro”. Devo ammettere che quest’idea non ha attecchito subito. È rimasta una sorta di retropensiero per i mesi successivi, sedimentando gradualmente e alimentandosi delle nuove evidenze che giorno per giorno si facevano strada nei racconti dei clienti e degli altri colleghi.

 

Per tanti lo smart working è stata una parentesi obbligata, una misura di sicurezza legata all’emergenza. Qualcosa che ha scombussolato routine e pratiche consolidate, alimentando la sensazione di incertezza e incontrollabilità già diffusa a livello personale, sociale e politico. 

 

Sono convinta che per molti l’obiettivo sia lasciarselo alle spalle il prima possibile. Scardinare la logica dell’ufficio in alcuni contesti è impensabile. Mi incuriosiscono sempre le ipotesi sul futuro che danno fiducia al cambiamento, anche radicale, ma non credo sarà questo il caso, almeno non dappertutto. Quindi dallo smart working si torna indietro. Eccome. 

 

E se invece il mio collega avesse avuto ragione?

 

Se la mettiamo così, quello che sosteneva il mio collega mesi fa (e se ci penso bene forse ancora ad inizio marzo!) sarebbe senza dubbio una bella intuizione, ma un’intuizione che non parla a tutti. Aprire le porte allo smart working e a tutto quello che ne consegue in termini di disegno organizzativo non è cosa da poco. Basti pensare ai risvolti in termini di processi, di modalità di gestione dei team, di strumentazione digitale. Per non parlare dell’impatto che un cambiamento del genere porterebbe a livello di cultura aziendale e individualmente su tutte le persone dell’organizzazione.

 

Come dicevo però, la tesi del mio collega mi è rimasta impressa, e mi ha fatto tenere gli occhi aperti. O, come vuole la tradizione di Peoplerise, occhi, mente e cuore aperti. Quello che abbiamo attraversato nei mesi scorsi mi ha fatto realizzare che no, archiviare tutto come una parentesi di poco conto non è proprio possibile.

Maxim Ilyahov by Unsplash

Cosa cambia per i collaboratori?

 

C’è qualcuno a cui lavorare da casa è piaciuto molto. Come evidenzia anche l’Osservatorio sullo Smart Working del Politecnico di Milano, per molti hanno prevalso gli effetti positivi legati ad un migliore bilanciamento della vita personale e professionale, alla maggiore autonomia nell’organizzazione della proprio giornata, alla maggiore soddisfazione lavorativa percepita.

 

Per qualcun altro invece hanno prevalso gli aspetti negativi, come il senso di isolamento legato alla mancanza delle relazioni con i colleghi, la fatica a conciliare il lavoro con l’ambiente e le dinamiche domestiche o le difficoltà comunicative all’interno dei propri team di lavoro.

 

In entrambi i casi però lo smart working è diventata una possibilità concreta, anche laddove era prima inimmaginabile. Per chi lo ha apprezzato, questa modalità di lavoro è ora un’opzione disponibile, una variabile in più da considerare nel valutare l’appeal di una posizione lavorativa, in base all’impatto sul proprio benessere personale.

 

Ma anche lo sguardo di chi continua a prediligere il lavoro in presenza è cambiato. L’esperienza dei mesi scorsi ha fatto emergere con forza la centralità di temi quali l’autonomia nell’organizzazione del lavoro, le relazioni con i colleghi, il bilanciamento della vita personale e professionale. E da questa consapevolezza no, non si torna più indietro.

 

Cosa cambia per i leader e gli HR?

 

Nuove forme contrattuali, leadership da remoto, auto-organizzazione, redesign degli spazi, digitalizzazione, comunicazione interna ed evoluzione della cultura aziendale. Per chi apre le porte allo smart working, questo è un momento di profonda trasformazione. E come ogni profonda trasformazione, richiede cura e una profonda connessione con le specificità della propria realtà organizzativa.

 

Ma anche chi sceglie di mettere da parte questa esperienza, a favore di un ritorno alla “normalità” non può prescindere da quello che è successo. La possibilità di lavorare da remoto è ora una variabile sul tavolo. Una variabile che probabilmente non farà che acquisire maggiore importanza nell’orientare le scelte dei nuovi potenziali futuri collaboratori.

 

Dialogando con i nostri clienti, inoltre, ci siamo accorti di quanto un eventuale ritorno in ufficio possa avere un impatto positivo sul sistema se sostenuto da un senso profondo. Ovvero guidato da un principio che sia coerente con i valori e la cultura aziendale e, allo stesso tempo, prenda in considerazione i temi emersi come cruciali nei mesi scorsi.

Basta pensare alla differenza tra una campagna di comunicazione interna orientata al “Torniamo in ufficio perché l’emergenza sicurezza è finita” rispetto ad una che valorizzi l’importanza della presenza per promuovere scambi arricchenti dal punto di vista professionale e personale.

 

Lavoro da remoto, Smart Working, Wise working

 

Ci sta una puntualizzazione importante: il termine Smart Working viene spesso usato come diretto sinonimo di “lavoro da remoto”. E purtroppo non potremmo essere più lontani dalla realtà. Lo sanno bene coloro i quali hanno trascorso il lockdown lavorando da casa in condizioni tutt’altro che confortevoli, giostrandosi tra difficili dinamiche familiari, limiti tecnologici e team disorientati da queste nuove modalità di lavoro.

 

Come vi abbiamo già raccontato qui , in questi mesi a Peoplerise abbiamo attivato dei laboratori di ricerca e prototipazione su vari temi, tra cui uno di approfondimento sullo smart working.

 

Confrontandoci con clienti e aziende parti del nostro ecosistema, si fa sempre più strada l’idea che questo momento storico ci apra la possibilità di un ripensamento profondo del nostro modo di intendere il lavoro e le organizzazioni.

 

Essere stati smart in questi mesi ci ha permesso di trovare soluzioni tempestive in risposta all’emergenza, ora abbiamo l’opportunità di passare ad un approccio wise, che guardi a 360° a come può ora evolvere l’esperienza lavorativa.

 

Contattaci per dialogarne insieme!

 

 

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