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AGILE PEOPLE

ANELITI DI ORGANIZZAZIONI PIÙ COLLABORATIVE ED UMANE
Con Pia-Maria Thoren un workshop su Agile People il 15 e 16 aprile

Il 15 e 16 aprile abbiamo organizzato un workshop su Agile People assieme a Pia-Maria Thoren, nota consulente svedese nell’ambito dell’agile e della sua applicazione in ambito people, che ha all’attivo importanti collaborazioni come Ikea, Volvo e ING.

Come Peoplerise stiamo guardando con grande interesse all’approccio Agile, perché risuona con la nostra visione di organizzazione orizzontale: un luogo in cui è possibile sviluppare autonomia e responsabilità, per creare aziende più adatte alle sfide odierne. Abbiamo lavorato molto infatti in questi ultimi anni nel mettere a punto approcci e processi che facilitassero lo sviluppo delle capacità necessarie a “sentire” e ad elaborare le pressioni adattive di questa epoca volatile, incerta, complessa e ambigua. Ci siamo però fin da subito resi conto che ciò che si delinea per effetto di questi percorsi di scoperta, è talmente innovativo che le modalità di management usuali non ne consentono un’adeguata espressione. Ciò che emerge è un forte impulso ad una reale reinvenzione delle organizzazioni.

Ecco dunque il motivo per cui l’agile è divenuto velocemente mainstream, perché rispetto a modalità di management anche più complete e potenzialmente più adeguate, come Teal, Holacracy, M3.0, Sociocracy 3.0, si innesta con semplicità nel paradigma attuale, ne rispetta il ceppo e può germinare, senza importanti reazioni di rigetto. Lo vedo quindi come un ponte possibile tra l’oggi ed un futuro prossimo.

I principi della metodologia agile sono ispirati da autenticità e semplicità:

  • Le persone e le interazioni sono più importanti dei processi e degli strumenti
  • È più importante avere un sistema che funziona, piuttosto ché la sua formalizzazione;
  • La collaborazione diretta ed informale offre risultati migliori dei rapporti formali e contrattuali;
  • Bisogna essere sempre pronti a rispondere ai cambiamenti, anche mettendo in discussione ciò che è stato pianificato con impegno.

Nato nel mondo del software negli anni ’90 e culminato con la sua cristallizzazione nel manifesto del 2001, l’agile si è andato via via spogliando della sua connotazione tecnologica per abbracciare le più diverse sperimentazioni, fino a divenire l’aggettivo simbolo per tutto ciò che è alternativo alle modalità waterfall più tradizionali.

L’agile infatti è un linguaggio condiviso che le persone possono adottare e fare proprio per generare team di lavoro più coesi, comunicativi e collaborativi, per condurre i manager fuori dalla loro zona di comfort, per supportare i responsabili delle decisioni aziendali ad avere maggiore confidenza con una visione più fluida e flessibile e per motivare i singoli a vivere in modo più appassionato il proprio lavoro. Ma in particolare questo mindset, questo nuovo approccio culturale, ha possibilità esponenziali se chi nelle organizzazioni ha il compito di seguire e favorire lo sviluppo individuale delle persone, avrà la curiosità di valutare e comprenderne le potenzialità.

Pia-Maria Thoren, nel suo libro Agile People, che Peoplerise ha scelto di curare e tradurre e che sarà nelle librerie italiane fra qualche mese, grazie a Guerini Next, mette tutta la sua esperienza di agile coach pura e tutta la sua voglia di influenzare positivamente la funzione aziendale che può divenire il change agent più potente e trasversale nelle organizzazioni: la funzione people. Infatti, il mondo people in molte organizzazioni è ancora una funzione invischiata nel retaggio sindacale gestionale, imposto dalla grande crisi degli ultimi 15 anni e tuttora fatica a trovare un linguaggio e delle modalità adeguate alle richieste che i principali stakeholder del rilancio le stanno chiedendo.

Agile People vuole parlare a queste figure professionali, proponendo nuove coraggiose radici alle quali ispirarsi e appunto perché il salto è importante, una serie di casi e di nuove modalità per divenire attivisti più che manager, gli sponsor di questa transizione verso organizzazioni più agili e quindi più resilienti.

“La capacità di adattarsi ad un mondo che cambia – dice Pia-Maria nel suo libro – è ciò che permette ad alcune specie di sopravvivere anche ai più terribili cambiamenti ambientali. Lo stesso vale per le nostre organizzazioni. Il futuro appartiene alle aziende che intraprendono il viaggio adattandosi all’ambiente e liberando il potenziale dei propri collaboratori. Sopravvivremo scegliendo attivamente di adattarci. E scegliere di adattarsi è il cuore della filosofia Agile.”

ANTONIO DI STEFANO

Per approfondire ecco un’intervista realizzata dall’Agile Business Consortium a Pia-Maria Thoren.


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